L’accessibilità si può definire come la caratteristica di un prodotto, servizio o ambiente fisico di essere fruibile da chiunque, in modo diretto, senza limiti o barriere. Due esempi di accessibilità fisica possono essere l’entrata di un edificio con una rampa o una mappa tattile in braille che permette di leggere delle indicazioni. Quando viene applicata ad un sito web, un’app o un contenuto, si può definire anche “accessibilità web” o “accessibilità digitale“.
Immagina di entrare in un negozio e di non riuscire a vedere i prodotti che ti interessano. O peggio, di non riuscire nemmeno a navigare tra gli scaffali. È quello che può succedere ad una persona con disabilità visive, quando un sito web non è accessibile. Gli utenti che incontrano questi ostacoli non possono interagire con i contenuti, perdendo così un’esperienza.
Accessibilità web: è solo per persone con disabilità visive?
L’accessibilità web viene perlopiù associata a disabilità fisiche temporanee o permanenti, soprattutto visive o motorie. Questa visione è decisamente riduttiva. In realtà, l’accessibilità coinvolge un insieme molto più ampio di esigenze e situazioni.
Si parla, ad esempio, di accessibilità intergenerazionale, quando si tiene conto delle difficoltà che possono insorgere con l’età. Oppure di accessibilità cognitiva, per chi ha difficoltà di concentrazione, dislessia, disturbi dell’apprendimento o semplicemente per chi è sovraccarico di informazioni. E non va dimenticata l’accessibilità linguistica, che riguarda chi ha un livello di istruzione diverso, parla una lingua diversa o si trova a interagire con contenuti tecnici poco chiari.
Un contenuto accessibile è uno che mette chiunque nella condizione di capire, interagire e partecipare.
Per raggiungere questo obiettivo, sono stati infatti definiti 4 princìpi fondamentali, che sono alla base delle linee guida sull’accessibilità web (WCAG – Web Content Accessibility Guidelines):
1. Percepibile
Il contenuto deve essere innanzitutto percepibile dai sensi umani. Questo significa che le informazioni devono essere presentate in modo che siano fruibili da chiunque. Anche da chi ha disabilità visive, uditive o sensoriali. Esempi:
- Inserire testi alternativi per le immagini, per renderle percepibili a chi utilizza screen reader o chi ha difficoltà visive. In questo modo, anche chi non può vedere l’immagine può comprenderne il contenuto tramite il testo alternativo.
- Inserire i sottotitoli nei video, per chi ha difficoltà uditive o per chi non può ascoltare l’audio in ambienti rumorosi. I sottotitoli rendono il messaggio comprensibile, purché siano scritti in modo leggibile.
- Utilizzare colori con alto contrasto, per chi ha problemi di vista o utilizza dispositivi con schermi piccoli.
2. Utilizzabile
Il contenuto deve essere utilizzabile da tutti. L’interfaccia deve essere progettata in modo da essere facile da navigare e interagire senza difficoltà, da dispositivi o modalità di input (tastiere, mouse, comandi vocali) diversi. Esempi:
- Rendere pulsanti e link facilmente cliccabili, per chi ha difficoltà motorie o per chi sta utilizzando un dispositivo mobile con un piccolo schermo. Pulsanti troppo piccoli o troppo vicini rendono difficile la navigazione e aumentano la frustrazione.
- Permettere la navigazione da tastiera, per chi ha disabilità motorie o preferisce usare la tastiera anziché il mouse. Questo include anche la possibilità di navigare facilmente tra i link, i campi di moduli e le sezioni del sito tramite il tasto “Tab”.
- Evitare contenuti che si spostano rapidamente, come animazioni o pop-up che appaiono e scompaiono troppo velocemente, per evitare difficoltà motorie o disagio a chi sta cercando di seguire un contenuto.
3. Comprensibile
Il contenuto deve essere facilmente comprensibile. Il testo deve essere scritto in modo chiaro e semplice, con una struttura logica che consenta una lettura facile. Inoltre, l’interfaccia deve fornire istruzioni semplici e un feedback chiaro in caso di errori. Esempi:
- Utilizzare un linguaggio semplice senza tecnicismi, per garantire che chiunque, anche senza una conoscenza avanzata, possa comprendere facilmente le informazioni e le istruzioni.
- Evidenziare in modo chiaro gli errori di compilazione nei moduli, per aiutare gli utenti a capire subito cosa c’è da correggere senza confusioni.
- Fornire istruzioni semplici per completare un’azione, in modo che l’interazione sia intuitiva e senza ambiguità.
4. Robusto
Il contenuto deve essere robusto: deve funzionare bene su piattaforme, tecnologie assistive e dispositivi differenti. Questo principio implica che i contenuti siano scritti con un codice solido e compatibile con i browser e le tecnologie emergenti. Esempi:
- Design responsive che si adatta a vari dispositivi, per garantire che il sito o l’app sia fruibile facilmente su smartphone, tablet, e desktop, indipendentemente dalla dimensione dello schermo.
- Codice HTML valido, per assicurare che il contenuto venga visualizzato correttamente su tutti i browser e che sia compatibile con le tecnologie assistive, come gli screen reader, per una fruizione inclusiva e senza errori.
- Compatibilità con screen reader, per consentire a chi ha difficoltà visive di accedere al contenuto in modo semplice e fluido, con un’interfaccia che trasmette tutte le informazioni testuali in modo chiaro.
Adottare un design accessibile non solo aumenta l’inclusività, ma può anche migliorare l’esperienza utente e, di conseguenza, la fidelizzazione dei clienti. I siti che sono facili da navigare per tutti tendono ad avere un tasso di conversione più alto, poiché ogni utente riesce a trovare rapidamente ciò che cerca.
Iniziare a rendere il tuo sito web accessibile è una scelta che dimostra impegno verso un web più equo. Se non sai da dove cominciare, prova a fare un check-up dell’accessibilità e valuta come le linee guida WCAG possano essere applicate nel tuo caso. La buona notizia? Ogni piccolo miglioramento fa una grande differenza per l’accessibilità web.
